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Eraldo Affinati: sulle tracce di Don Milani

Pubblicato il 10/02/2017

il Liceo C. Poerio di Foggia organizza un  momento di riflessione e approfondimento sulla figura di Don Lorenzo Milani, a cinquant’anni dalla sua morte. Al centro dell’incontro, il libro L’uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani (Mondadori), secondo classificato dell’edizione 2016 del Premio Strega e scritto dall’autore e autorevolissimo intellettuale italiano Eraldo Affinati.

E sarà proprio lo scrittore, mercoledì 15 febbraio, alle ore 18, all’Auditorium “Santa Chiara” di Foggia, a parlare di questa straordinaria figura della cultura formativa italiana, raccontata nel suo pregevolissimo libro. L’incontro, infine, collocato nel percorso di lettura “Maestri”, è organizzato in collaborazione con la libreria Ubik e patrocinata dalla Fondazione Apulia Felix e dal Comune di Foggia. L’evento, fortemente voluto dalla Dirigente scolastica Enza Maria Caldarella, verrà condotto direttamente dagli alunni dell’istituto foggiano con il coordinamento della docente Elisabetta De Palma.

 

Eraldo Affinati scopre e riscopre la figura di Lorenzo Milani, maestro e scrittore, educatore e politico, babbo e sacerdote, morto nel 1967 e oggetto di una bibliografia cospicua eppure, in fondo, ancora sfuggente. Fra passi biografici e l’analisi di una vicenda di formazione, Affinati cerca punti di incontro, possibili riscontri per capire chi era (ieri) “L’Uomo dei Futuro” e chi sono (oggi) i maestri che hanno preso il testimone e seguito l’insegnamento e la caparbietà visionaria di Lorenzo Milani.

Dalla chiesa alla scuola, dagli esempi ai maestri, “L’Uomo del Futuro” cattura il senso profondo della pedagogia rivoluzionaria del priore di Barbiana e l’attualità commovente del tema proposto da Milani.

L’uomo del futuro (Mondadori, 2016). A quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, “penitenziario ecclesiastico”, in uno sperduto borgo dell’Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione.

Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell’uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l’eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell’istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea.

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