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località San Mercurio - Scavi archeologici

Pubblicato il 29/08/2017

5 – località San Mercurio - Scavi archeologici

Ubicazione: ai piedi del versante Nord-occidentale della collina di San Mercurio.

Descrizione: le campagne circostanti il vicus cannese nella tarda età repubblicana e nella prima età imperiale videro una riduzione del numero degli insediamenti rurali presenti: solo per 3 delle 7 fattorie sopravvissute alla crisi post-annibalica è attestata continuità di vita tra I sec. a.C. e I d.C., con conseguenti interventi edilizi sugli impianti originari ed una probabile crescita delle dimensioni dei nuclei abitativi. Molto significativa è la monumentalizzazione della fattoria individuata ai piedi del versante Nord-occidentale della collina di San Mercurio. Il sito, prossimo alla stazioncina di Canne, era già noto a M.Gervasio, ma solo gli scavi condotti nel 2002-2005 da G. Postrioti hanno consentito di riportare alla luce alcuni ambienti pertinenti ad un impianto termale privato relativo al complesso edilizio datato al II sec. d.C. Tuttavia l’ampio terrazzamento su cui si impianta la villa ed un primo impianto termale si datano tra II a.C. e II d.C.

L’articolazione planimetrica non è tutt’oggi nota, si dibatte fra l’impressione generale di una villa e la possibilità di riconoscervi il vicus di cui alcune fonti letterarie romane ricordano l’esistenza.

In elevato, ancora oggi è visibile una grande cisterna di età romana, in cui fu rinvenuta una sepoltura priva di corredo certamente da leggersi come azione secondaria e successiva all’abbandono delle strutture. Il vano ha forma quadrata, di circa 5 metri per lato, ed ha una copertura ”a botte” di cui è chiaramente visibile la linea di imposta; è realizzata in tecnica costruttiva mista, con pilastri angolari in laterizio e pareti in corsi di pietre alternate a frammenti laterizi disposti a “spina di pesce”. Tutte le facciate interne del monumento, così come il pavimento, conservano ampi tratti dello spesso rivestimento isolante in cocciopesto. Al lato opposto, frontale, è invece addossata una bassa vasca, analoga per tecnica sia costruttiva che per rivestimento, ed a questa collegata tramite una cavità circolare posta a livello del pavimento. A completare la sistemazione di questo settore vi è un poderoso lastricato, in parte smantellato in epoche successive, che doveva in origine pavimentare tutta l’area antistante il complesso cisterna-vasca e i lati dell’impianto. Si diparte infine dal centro della vasca esterna un canale in muratura e con copertura in lastre di pietra che si allunga verso nord, in direzione probabilmente di un altro settore dell’insediamento: l’insieme può essere letto come risultato della monumentalizzazione e razionalizzazione di un punto di raccolta e smistamento delle acque sorgive provenienti, con ogni probabilità, dalla vicina Fonte di San Ruggero, in antico certamente dotata di una maggiore portata idrica.

Visibili inoltre ambienti interpretabili come frigidarium e tepidarium, nonché una sala absidata con un fitto reticolo di suspensurae in mattoni quadrati che non lascia dubbi sull’interpretazione del vano quale calidarium. Lo stretto arco del lato occidentale, posto al di sotto del pavimento, doveva fungere da bocca di immissione del vapore e dell’aria calda provenienti dal praefurnium posto immediatamente all’esterno.

Si ricorda infine che è attestato in questa area nel 1072 il Monastero femminile Sancti Mercurii ubicato foras prope civitate Cannarum, in posizione prossima alla via per Canosa, verosimilmente sull’omonima collina. Tale monastero risulta ancora attestato nel 1104.

 

(elaborazione C. Rita DiGaetano; fonti: Archeologia Medievale, XXXIV, 2007 – R. Goffredo, G. Volpe, La bassa valle dell’Ofanto tra la fgine del VI e il XIII secolo; R.Goffredo 2011. Aufidus, storia archeologia e paesaggi nella valle dell’Ofanto)

 

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